Primi passi per muoversi all’interno del mondo della traduzione

Non posso vantare esperienza puliridecennale o collaborazioni illustri, ma il 9 febbraio è passato un anno da quando l’anno scorso ho deciso di aprire la Partita Iva e di fare di una passione un lavoro. Questo articolo è dedicato in particolare a chi desidera diventare un traduttore freelance e non sa bene da dove partire e, forse, proprio perché poco più di un anno fa ero nella stessa situazione, potreste leggere qualche consiglio utile (spero).

freelance translator

 

Formazione

Iniziamo dagli studi: quante volte avrete sentito dire che bastano un paio di anni all’estero per diventare traduttore o che basta usare Google Translate. Guardate  come sarebbe stata tradotta una delle ricette presenti anche sul nostro blog (qui)

Immaginate di dover acquistare un libro di ricette: lo comprereste mai se fosse tradotto così? Oppure immaginate di avere un ristorante: dareste mai in mano ai vostri clienti un menu del genere? Lascio a voi le riflessioni del caso.

 

Screenshot (26)

Purtroppo, e anche per fortuna, non basta nemmeno studiare “Lingue e letterature straniere”. La cosa migliore che possiate fare è iscrivervi innanzitutto a una triennale di Mediazione Linguistica (io ovviamente vi consiglio la sslmit di Forlì perchè posso confermare la passione e l’eccellenza del corso e dei professori). In questi tre anni acquisirete una base sia di traduzione sia di interpretariato, in modo da rendervi conto quale settore o professione vi intriga di più. Ah, dimenticavo: è essenziale trascorrere almeno un periodo di studi all’estero. L’Erasmus ad esempio è un’opzione molto valida ed interessante anche a livello di crescita personale.

Terminata la triennale il mio consiglio è di frequentare un master o una specialistica nel settore che più vi piace, se all’estero ancora meglio.

indexg
freelancer

Finiti gli studi è tempo di iniziare con un po’ di pratica: cercate tirocini, sostituzioni maternità quello che capita ma l’importante è mettersi in gioco. Un po’ di gavetta s’ha da fà. Vi posso garantire che per quanto possiate aver studiato approfonditamente, seguire l’intero processo di traduzione lavorativamente parlando è ben diverso.

Aggiornamenti

Non si finisce mai di imparare, soprattutto in questo mestiere in continua evoluzione per cui frequentate seminari e corsi (potrete trovarne di validi da Proz, Trados o semplicemente digitando “formazione per traduttori” su Google).

Come faccio ad aprire la Partita Iva?

Per prima cosa cercate un commercialista di cui vi fidate. Non è semplicemente una persona che vi “tiene dietro ai conti”, ma è una guida e un oracolo e può aiutarvi in molti modi. Informatevi su tasse, regimi, spese. Se avete la possibilità di entrare nel regime di minimi vedrete che i costi non saranno poi così alti.

Casa vostra può diventare il vostro ufficio: chiedete alla commercialista come sfruttare una stanza di casa e trasformarla nello studio (potrete detrarre alcune spese), così come per quanto riguarda l’auto e il carburante.

Posso lavorare con l’estero? Certo, anzi magari, dato che spesso sono disposti a pagarvi di più rispetto ai clienti italiani. L’unica “pecca” è che dovrete considerare le spese “Intra”, ovvero una costo trimestrale legato ai beni e, come nel nostro caso, ai servizi che passano la frontiera.

Creare un brand

Scegliete un nome breve, che suoni bene e che rappresenti qualcosa per voi. Io ad esempio ho scelto “Clave” perché è corto, facile da pronunciare e in spagnolo la “clave” è la “password” e quindi qualcosa che codifica, un po’ come la traduzione. Fatevi vedere sui social, fate volantini, pubblicità: insomma autopromuovetevi. Potrete prendere qualche idea carina per aiutarvi a creare qualche pubblicità su canva.

Create anche un sito e un blog, ma solo se pensate di seguirlo, nessuno vuole vedere “ultimo aggiornamento: marzo ’99” e inoltre se non li aggiornate continuamente non saranno ai visualizzati tra i primi risultati di Google.

Trovare clienti e farsi trovare

a8c8450ab78a6d28694c5e10cb58d293
proofreading

Allora ve lo dico senza girarci tanto intorno: i primi mesi manderete centinaia di cv al giorno e non vi risponderà nessuno. Ma è proprio qui che arriva il bello: NON dovete mollare. A distanza di mesi magicamente qualcuno aprirà per caso o per fortuna la vostra mail e potrebbe essere l’inizio di una collaborazione interessante. Cercate le agenzie su Google, ma affidatevi anche a portali com Proz, Translator’s Cafè, TraduGuide e tanti altri.

Strumenti

Ed ora veniamo al pezzo forte: i famosi CatTool. Se siete indirizzati verso la traduzione editoriale è possibile che non li conosciate. In tutti gli altri casi vi posso assicurare che i CatTool vi salveranno la vita. Potete vedere in breve cosa sono in un vecchio articolo postato sul mio sito.

last night a cattool saved my life
Ecco qui potete vedere Khaleesi mentre protegge l’ADSL, che gatto premuroso

Ce ne sono tantissimi: Trados Studio, MemoQ, WordFast…e vi consiglio di accompagnarli a un buon tool di controllo qualità come Verifika o XBench.

Si può vivere di traduzione?

Spesso ho letto di gente che sosteneva che la traduzione poteva essere solo un lavoro secondario, da abbinare a uno principale perché non garantisce le entrate sufficienti a vivere. Beh, secondo me chi dice questo o non si impegna abbastanza o fa qualcosa nel modo sbagliato. Se vi impegnate constantemente, non mollate e siete dei buoni capi di voi stessi i risultati arriveranno eccome.

Ci sarebbero altre milioni di cose da dire, ma finirei con l’annoiarvi (se non lo siete già). Per qualsiasi dubbio potete scrivermi e sarò felice di potervi aiutare. E ricordatevi sempre che “volere è potere”.

Veronica

Primi passi per muoversi all’interno del mondo della traduzione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna su